Google Page Experience: il nuovo algoritmo di Google

Ti sei mai chiesto in che modo Google indicizzi i contenuti del tuo sito Web? Quali sono i criteri che utilizza l’algoritmo per valutare la qualità delle tue pagine? Se ti sei posto queste domande allora sarai curioso di sapere che qualche settimana fa Google ha annunciato l’introduzione del Google Page Experience update, un nuovo set di metriche per valutare la User Experience in modo più semplice e preciso. È ufficiale che un nuovo insieme di metriche, i Core Web Vitals, diventano un fattore di ranking importantissimo, che l’algoritmo di Google prende in seria considerazione per l’indicizzazione di siti e pagine.

Indice dei contenuti

Cosa sono i Core Web Vitals

I Core Web Vitals sono un insieme di metriche relative a velocità, reattività e stabilità visiva che, come annunciato dal blog ufficiale di Google Webmaster, sono ora parte del complesso meccanismo con cui gli algoritmi di Google determinano il posizionamento delle pagine dei siti per le classifiche, e che quindi diventano a tutti gli effetti uno degli oltre 200 fattori di ranking di Google.

Per il 2020 i Core Web Vitals sono tre:

  • Largest Contentful Paint (LCP), visualizzazione elemento più grande: questa metrica misura le prestazioni di caricamento, ovvero il tempo impiegato per caricare il contenuto principale di una pagina. Per fornire una buona esperienza utente, i siti dovrebbero riuscire a garantire un LCP entro i primi 2,5 secondi di caricamento della pagina.
  • First input delay (FID), ritardo prima interazione: è una metrica che prende in considerazione l’interattività, ovvero il tempo necessario affinché un utente possa fare un’azione sulla pagina. Per garantire una buona User Experience, i siti dovranno avere un FID inferiore a 100 millisecondi.
  • Cumulative Layout Shift (CLS), variazione layout cumulativa: questa metrica misura la stabilità visiva, ovvero la quantità di spostamento imprevisto del layout del contenuto visivo della pagina. Per fornire una buona esperienza utente, i siti dovranno cercare di ottenere un punteggio CLS inferiore a 0,1.

Un nuovo fattore di ranking: Google Page Experience

Come riferito dal Director of Engineering for Search Ecosystem di Google, Sowmya Subramanian, è stato introdotto un nuovo segnale che combina i Core Web Vitals con fattori già esistenti sulla User Experience, in modo da fornire un quadro olistico della qualità dell’esperienza di un utente su ciascuna pagina Web. Il nome di questo aggiornamento dell’algoritmico è per l’appunto il Google Page Experience update.

Google rassicura che comunque le modifiche alla classifica non avverranno prima del prossimo anno e che verrà fornito un preavviso di almeno sei mesi prima che vengano implementate, in modo da dare a proprietari di siti e webmaster il  giusto tempo per prepararsi al cambiamento di Google Page Experience.

Google Page Experience, l’importanza dell’esperienza in pagina

Google, tra le varie guide pubblicate sull’argomento indicizzazione, ci spiega i criteri presi in esame per la valutazione della page experience, ovvero l’esperienza in pagina fornita da un sito ai propri utenti. Riassumendo, le metriche prese in considerazione mirano a comprendere la percezione dell’utente nei confronti dell’esperienza su una specifica pagina Web, in particolare se la pagina si carica rapidamente, è ottimizzata per i dispositivi mobili, opera su HTTPS, presenta annunci interstitial intrusivi o contenuto che si sposta di continuo mentre la pagina viene caricata.

Sono diversi i fattori di posizionamento esistenti di Google Search di cui si compone la page experience. Tra questi troviamo il mobile-friendly update, il Page Speed update, la preferenza in classifica per i siti HTTPS, il rigore sugli interstial, penalizzazioni safe browsing, e inoltre vengono perfezionate le metriche già utilizzate per la velocità e la facilità d’uso, che rientrano in quelli che Google chiama appunto Core Web Vitals.

L’insieme di tutti questi elementi è quindi il Google Page Speed Update in cui l’esperienza in pagina non è un singolo ranking score, ma dove ogni elemento all’interno ha il suo peso per l’algoritmo di classifica generale di Google.

L’utente sempre più al centro

Google Page Experience vuole invitarci a considerare sempre più l’utente e l’esperienza provata sulle pagine dei nostri siti Web.

I Core Web Vitals sono un insieme di metriche in grado di quantificare gli aspetti chiave della UX, che misurano in modo chiaro e definito l’usabilità del web e in particolare il tempo di caricamento, l’interattività e la stabilità del contenuto durante il caricamento.

Come riferito da Google, l’ottimizzazione di questi fattori è in grado di rendere il Web più piacevole per gli utenti su tutti i browser e le superfici, e aiuta i siti a evolvere verso le aspettative degli utenti sui dispositivi mobili. Questa ottimizzazione sicuramente stimolerà a contribuire al successo aziendale sul Web, in quanto utenti più coinvolti sono più facilitati ad effettuare transazioni con meno attrito e in maniera più fluida, andando a influire positivamente sul Conversion Rate.

Il lavoro di Google sull’identificazione e sulla misurazione degli aspetti dell’esperienza in pagina è in costante evoluzione e quindi possiamo aspettarci di vedere incorporati più criteri di Google Page Experience su base annuale, in modo da essere sempre più allineati alle nuove aspettative degli utenti e aumentare gli aspetti della UX che è possibile misurare.

L’effetto sul ranking di Google Page Experience

Google Page Experience premierà le esperienze positive sulla pagina che consentono alle persone di fare di più e avere un coinvolgimento più profondo, mentre al contrario penalizzerà una cattiva page experience che potrebbe impedire a una persona di fare determinate azioni o trovare informazioni preziose su una pagina. Possiamo quindi dire che l’aggiornamento algoritmico di Google Page Experience aiuta le persone ad accedere più facilmente alle informazioni e alle pagine che stanno cercando e supporta i proprietari dei siti nel fornire un’esperienza di cui gli utenti possano ritenersi più che soddisfatti.

La page experience non ha priorità sui contenuti della pagina

Un’altra informazione importante riguarda il fatto che sebbene tutti i componenti della page experience siano importanti, Google Page Experience darà priorità alle pagine con le migliori informazioni complessive, anche se alcuni aspetti dell’esperienza della pagina sono scadenti. Il principale fattore di ranking resterà quindi la qualità dei contenuti, che dovranno essere “interessanti e pertinenti”, ma come affermato da Google, nei casi in cui vi siano più pagine con contenuti simili, l’esperienza in pagina diventa molto più importante per la visibilità in Ricerca.

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Massimo Campesato

Massimo Campesato

Laureato triennale in Psicologia e specializzato in Marketing e Comunicazione Digitale. Appassionato di neuromarketing e sviluppo sostenibile.

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